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Preoccupazioni prima di dormire: cosa puoi fare
Spegni la luce, appoggi la testa sul cuscino e la mente si accende: la riunione di domani, una frase detta male, un conto da pagare. Succede a molte persone, soprattutto quando durante il giorno non c’è stato tempo di fermarsi. Alcune abitudini possono aiutarti a lasciare un po’ di spazio al riposo.
Perché proprio la sera
Durante il giorno la mente è occupata: lavoro, persone, cose da fare. Di sera, nel silenzio e al buio, le distrazioni spariscono e i pensieri lasciati in sospeso tornano a galla.
C’è anche un circolo vizioso: se ti capita spesso di preoccuparti a letto, il letto stesso può diventare un segnale che fa partire i pensieri. E più cerchi di forzare il sonno, più ti senti sveglio.
Cosa dice la ricerca
Scrivere una lista di cose da fare
In uno studio di Scullin e colleghi (2018), 57 giovani adulti tra i 18 e i 30 anni hanno trascorso la notte in un laboratorio del sonno. Prima di dormire, metà di loro ha scritto per cinque minuti una lista delle cose da fare nei giorni successivi; l’altra metà ha scritto le attività già completate. Chi aveva scritto la lista di cose da fare si è addormentato significativamente più in fretta, e più la lista era specifica, più rapidamente arrivava il sonno.
Gli autori stessi ricordano i limiti: si trattava di giovani adulti sani, non di persone con insonnia, quindi i risultati non vanno estesi a tutti. Ma l’idea è interessante: annotare le cose ancora da fare può aiutare a smettere di ripassarle mentalmente.
Spostare le preoccupazioni a un altro momento
In uno studio di McGowan e Behar (2013), 53 adulti con alti livelli di preoccupazione hanno praticato per due settimane un "tempo della preoccupazione" quotidiano di 30 minuti, sempre alla stessa ora e nello stesso posto. Rispetto al gruppo di confronto, hanno riportato riduzioni maggiori della preoccupazione e anche dei sintomi di insonnia. È uno studio preliminare, ma va nella stessa direzione: dare alle preoccupazioni uno spazio fuori dal letto.
Abitudini che aiutano il sonno
Il servizio sanitario inglese (NHS), nella sua pagina sull’insonnia, suggerisce alcune abitudini di base:
- andare a letto solo quando hai sonno;
- alzarti più o meno alla stessa ora ogni mattina;
- concederti almeno un’ora per rilassarti prima di dormire, ad esempio con un bagno o un libro;
- tenere la camera buia e silenziosa;
- evitare caffè, tè e alcol nelle ore prima di andare a letto;
- evitare gli schermi subito prima di dormire.
Non sono regole rigide: sono punti di partenza da adattare alla tua vita.
Esercizio pratico: la routine dei 15 minuti
Prova questa routine per una o due settimane, circa un’ora prima di andare a letto, lontano dalla camera.
- Siediti con carta e penna, o con il telefono. Fuori dal letto, in una stanza diversa se puoi.
- Scrivi la lista di domani. Cinque minuti per elencare le cose da fare, nel modo più specifico possibile: "Chiamare Marta alle 10 per la data del trasloco", non "Trasloco".
- Metti per iscritto le preoccupazioni. Per ognuna, una frase. Non serve risolverle adesso.
- Distingui ciò su cui puoi agire. Per ogni preoccupazione, chiediti se c’è qualcosa che puoi fare oppure se l’esito non dipende da te.
- Scegli quando tornarci. Scegli quando ci ritornerai: domani mattina, durante una pausa, o tra qualche giorno. Puoi farlo nel Vault di Allay, che ti ricorda quando è il momento di rivederla.
- Chiudi. Metti via il foglio o il telefono e dedica il tempo rimanente a qualcosa di tranquillo.
Se a letto la mente riparte comunque
Succederà, soprattutto all’inizio. In quei momenti:
- Ricordati che l’hai già annotato. «Ho scritto questo pensiero e so quando ci tornerò». Puoi ripeterlo anche dieci volte.
- Non guardare l’orologio. Contare le ore che mancano alla sveglia aumenta l’agitazione.
- Se non riesci a dormire, alzati per un po'. Vai in un’altra stanza, fai qualcosa di calmo con luce soffusa e torna a letto quando senti sonno.
- Non giudicarti per una notte difficile. Può capitare. Il giorno dopo cerca di mantenere i tuoi orari abituali invece di recuperare dormendo fino a tardi.
Il letto è per dormire. Le preoccupazioni hanno un altro appuntamento.
Quando chiedere aiuto
Se fai fatica a dormire da settimane o mesi, se cambiare abitudini non ha aiutato o se la stanchezza sta pesando sulle tue giornate, parlane con il tuo medico: l’NHS suggerisce di farlo proprio in questi casi. Se le preoccupazioni diventano opprimenti o compaiono pensieri di farti del male, rivolgiti subito a un professionista o a una persona di fiducia. In caso di pericolo chiama il 112.
Fonti
- Scullin M. K., Krueger M. L., Ballard H. K., Pruett N. & Bliwise D. L., The effects of bedtime writing on difficulty falling asleep: A polysomnographic study comparing to-do lists and completed activity lists, Journal of Experimental Psychology: General, 2018
- McGowan S. K. & Behar E., A preliminary investigation of stimulus control training for worry: Effects on anxiety and insomnia, Behavior Modification, 2013
- NHS, Insomnia, NHS, 2024
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere di un professionista della salute.